Al Trofeo delle Regioni giovanissimi ed esordienti di Calenzano abbiamo incontrato il vice presidente Fihp Ivano Fagotto ed è stata l'occasione per una riflessione a 360° gradi sul momento del pattinaggio artistico italiano: ne sono emersi spunti interessanti in merito al recente corso per tecnici dei gruppi spettacolo e alle future novità regolamentari.
Siamo a Calenzano per questa manifestazione che vede protagonisti tanti giovani atleti ma volevamo fare insieme a te un passo indietro, nei giorni passati eri a Bologna al corso per tecnici dei gruppi spettacolo, una disciplina alla quale sei vicino da sempre. Ci vuoi raccontare qualcosa in merito?
-Abbiamo presentato la nuova Guida del Pattinaggio Spettacolo, uno strumento atteso dai tecnici e dai giudici perchè ci permetterà di compiere doverosi aggiornamenti in merito alle conoscenze di tutti gli "attori" che gravitano intorno alla disciplina. E' uno strumento che riprende la guida prodotta dal nostro Settore Tecnico due anni fa, seguita in quell'occasione in modo particolare da Laura Mestriner: adesso lo staff è completamente cambiato e gli autori di questa nuova pubblicazione hanno fatto davvero un buon lavoro. Ci siamo mossi tenendo presenti le problematiche del pattinaggio spettacolo a livello nazionale ma con l'attenzione rivolta per forza di cose all'ambito internazionale: la guida è stata tradotta e presentata a Margareth Brooks (presidente Comitato Europeo Pattinaggio Artistico) che l'ha trovata molto interessante e che vorrebbe adottarla subito a livello europeo. Ne abbiamo parlato anche con Marco Faggioli e Nicola Genchi, componenti italiani rispettivamente del Comitato Europeo e del Comitato Internazionale Pattinaggio Artistico, i quali condividono i giudizi lusinghieri espressi da tutti. Penso ci siano i presupposti affinchè questa guida possa diventare un punto di riferimento per il movimento internazionale dei Gruppi, in modo che tutti si possa parlare lo stesso "linguaggio".
L'incontro di Bologna è stata anche la prima occasione per rispondere ai quesiti in merito ai cambiamenti regolamentari di cui si parla da un po' di tempo, modifiche che ridisegnano in modo piuttosto profondo il pattinaggio artistico anche per gli anni a venire.
-Prima di tutto si è pensato all'attività giovanile, l'obiettivo è quello di fare più promozione del nostro sport su tutto il territorio nazionale. Abbiamo introdotto due nuove categorie, la esordienti regionale e la allievi regionale. Vogliamo avvicinare il maggior numero possibile di ragazzi al pattinaggio artistico, indipendentemente dal fatto che pratichino le specialità tradizionali, solo dance o gruppi spettacolo: tutti devono acquisire secondo il nostro giudizio un minimo di tecnica di base. Successivamente, con i primi approcci alle gare in queste categorie che saranno molto semplificate rispetto alle gare tradizionali, decideranno quale strada intraprendere.
L'altro obiettivo è quello di creare una specie di by pass alla categoria allievi: molti atleti cominciano a pattinare tardi e spesso quando terminano la categoria esordienti non sono pronti al grande balzo e in questa fase di difficoltà capita che si allontanino. L'idea è quella di offrire un percorso alternativo in modo da tenerli sempre legati al nostro mondo e una volta maturati che siano in grado di fare la scelta più opportuna. Cominceremo dal 2010 e non ci sarà l'obbligo degli obbligatori: si potrà scegliere di gareggiare o solo nel libero o solo negli obbligatori o in entrambe le specialità, numerosi Comitati Regionali ci avevano avanzato richieste in questa direzione per consentire ai ragazzi che iniziano a pattinare un approccio agonistico più soft rispetto al passato.
Siamo nell'imminenza della trasferta iridata per i Campionati Mondiali di Friburgo 2009. Quali sono le tue sensazioni alla vigilia?
-Come sempre andiamo con la convizione di poter fare bella figura, penso ci saranno risultati importanti che ci consentano di confermare la nostra leadership. L'anno scorso a Taiwan per tutte le specialità è stato un anno straordinariamente positivo, anche solo avvicinarsi a quei livelli sarebbe un ottimo risultato.
Uscendo un momento dall'attualità, con uno sguardo rivolto al futuro, come sogni l'evolversi delle discipline della nostra Federazione nei prossimi anni?
-La Federazione sta investendo molto sulla visibilità, sulla necessità di trovare canali di comunicazione efficaci e compatibili con le nostre risorse. Tutte le volte in cui abbiamo avuto la possibilità di presentare tramite i media il nostro "prodotto" abbiamo avuto grandi congratulazioni dagli addetti ai lavori. Faccio un esempio, le due ore di telecronaca in diretta di questa estate dagli assoluti di Roccaraso costituiscono un modello da seguire: c'è stato uno sforzo congiunto tra le varie componenti della Federazione (Consiglio Federale, Settore Tecnico, Cta, Ufficio Stampa, Comitato Organizzatore) per allestire un programma che ci consentisse di rappresentare in due ore il meglio del nostro sport. E' stato impegnativo comporre questo puzzle, essendo in diretta non si poteva sgarrare di un secondo, ma il risultato, anche grazie alla location ideale, è stato molto apprezzato dai vertici di Rai Sport e dal pubblico televisivo che ci ha seguito.
In conclusione un tuo parere su questo Trofeo delle Regioni a Calenzano.
-Il dato confortante è quello relativo alla partecipazione, anche riferito alle specialità di coppia in cui nelle categorie dei grandi abbiamo qualche problema. Speriamo si tratti di un'inversione di tendenza. La cosa che mi preme maggiormente sottolineare comunque è la partecipazione compatta di tutte le regioni del sud che stanno vivendo un momento di grande crescita del pattinaggio. Non si tratta di una partecipazione da comprimari, in questo appuntamento ed in altre occasioni precedenti, abbiamo visto atleti delle regioni meridionali occupare le primissime posizioni, esprimendo non solo grande entusiamo ma anche capacità tecniche di primo piano. Devo congratularmi con i loro tecnici e le loro società perchè hanno saputo cogliere nel migliore dei modi l'impulso che la Federazione negli anni passati ha cercato di dare nelle regioni in cui il pattinaggio è meno diffuso.
Voglio fare i complimenti anche al Comitato Organizzatore di Calenzano, non è la prima volta che veniamo qui e ci siamo sempre trovati molto bene, potendo disporre di una bella struttura sportiva gestita da persone efficienti e cordiali che riflettono al meglio la tradizione prestigiosa del pattinaggio tosano.
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